RUBRICA SETTIMANALE “PAROLA DI SKIPPER” | LA DRIZZA

 

Attrezzatura

2.2 La drizza

La drizza è la manovra corrente impiegata per alzare una vela (non “issare”, in quanto sono i carichi che si issano). A una drizza di randa o di genoa si richiede di allungarsi il meno possibile sotto carico, oltre che essere leggera, come del resto dovrebbero essere tutti i componenti dell’attrezzatura, essendo i pesi in alto deleteri per la stabilità e per il momento d’inerzia dell’imbarcazione.

Il materiale migliore è stato a lungo l’acciaio; oggi lo hanno superato le nuove fibre sintetiche con il loro bassissimo coefficiente di allungamento e la loro leggerezza, oltre che con un’ottima maneggevolezza, che è invece il punto debole del cavo d’acciaio. Per ovviare a questo, volendo ancora impiegarlo perché molto più economico, si può impiombare all’acciaio un’adeguata lunghezza di cavo tessile prestirato, che sarà tutto fuori tensione quando la vela è alzata a segno. È importante, per una drizza mista di questo tipo, che la puleggia di rinvio sull’albero abbia una gola (scanalatura a sezione semicircolare) della giusta misura per il tessile, e un’altra, ricavata all’interno della precedente, dell’esatta dimensione per contenere la parte in acciaio.

Se questo dovesse lavorare in una gola troppo larga, come quella per il tessile, la sua sezione tenderebbe a deformarsi, schiacciandosi sotto carico, e la resistenza ne risulterebbe pregiudicata, come pure la durata. Soltanto la drizza dello spinnaker, o del gennaker, è bene che non sia tanto rigida, come d’altronde non lo è il materiale con cui sono costruite queste vele (nylon).

La si fa normalmente di buon tessile prestirato. La drizza dello spinnaker non dovrebbe essere rinviata da una puleggia inserita nell’albero, ma dovrebbe passare per un bozzello libero di disporsi nel modo più opportuno, in maniera che il cavo faccia sempre una via corretta, senza forzature e sfregamenti che ne determinerebbero un rapido logorio.

La tensione a cui va regolata la drizza di randa o di vela di prora è una delle regolazioni a cui è opportuno dedicare molta cura. Mentre la tensione del paterazzo determina l’entità della freccia di curvatura del profilo del genoa (“grasso”) e, in qualche misura, della randa, la tensione della drizza regola, entro certi limiti, la posizione della freccia.

Più forte è la tensione della drizza, più la freccia di curvatura si sposta verso la prora. Ciò è desiderabile quando il vento rinforza, producendo un virtuale spostamento verso prora del centro velico aerodinamico (quello reale, la cui posizione è ben diversa da quella del centro velico geometrico del progetto) che, con altri accorgimenti e regolazioni, concorre a controllare la tendenza orziera dell’imbarcazione all’aumentare dell’inclinazione.

Tratto dal libro Parola di Skipper, Editrice Incontri Nautici di Giancarlo Basile

1 Comments

  1. 13/06/2023 at 09:35
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