IL MERCATO NAUTICO VA NONOSTANTE L’AUMENTO DEI PREZZI

Il mondo della nautica si muove in equilibrio tra due situazioni contrastanti: da un lato il boom del settore nel 2021, con record di vendite e netta risposta positiva dopo la crisi Covid, dall’altra deve fare i conti con l’aumento del costo delle materie prime e la difficoltà a reperirle in tempi brevi. Ucina Confindustria Nautica ha, infatti, realizzato un sondaggio nel novembre scorso dove viene indicato dai risultati che prima del covid bastassero 3-4 settimane per ricevere il componente di una barca, mentre alla fine del 2021 i tempi vanno dalle 8 alle 10 settimane. Gli aumenti dei costi vanno dal 10 a oltre il 50%.

La nautica oggi vive un momento magico di crescente consapevolezza del suo valore anche grazie all’evoluzione della tecnologia da una parte e all’attenzione sempre più alta alla difesa dell’ambiente marino, basti pensare che al salone nautico di Genova dello scorso settembre molti tra i nomi più noti avevano chiuso gli ordini del 2022 e iniziavano a chiedere ai concessionari di comprare la produzione del 2023. C’è però, come già detto, un’altra faccia della medaglia: la mancanza di materie prime e componenti che causano ritardi nelle consegne e prezzi più salati dei prodotti. Sta rallentando le consegne soprattutto di elettronica e motori marini. Ma anche le materie prime come vetroresina, resine, metalli e legnami sono tutte in ritardo di consegna per via dei magazzini che erano vuoti con la crisi Covid e non sono stati adeguatamente approvvigionati, per cui ora la maggior parte delle aziende nautiche si ritrova in una situazione in cui hanno consumato tutto quanto c’era in magazzino e subiscono ancora una volta un rallentamento negli approvvigionamenti. Si rischia di innescare infatti un meccanismo di ritardi che graverà non poco sulle aziende sane che hanno eroicamente resistito in questi due anni di pandemia.

Quindi all’euforia dei cantieri e delle aziende nautiche di avere tanto venduto negli ultimi mesi del 2021, si affianca la preoccupazione di riuscire a rispettare i tempi e consegnare le barche entro la stagione. Il mercato tira moltissimo e firmare contratti non è il problema, ma è difficile aumentare la produzione alle condizioni attuali se le materie prime mancano. Il vicepresidente di Confindustria Nautica Piero Formenti sull’argomento è chiaro: “Se non ci fossero stati questi problemi la crescita già favolosa del 23% della nautica poteva raggiungere il 30%”.

L’aumento dei prezzi è comunque dovuto non solo alla mancanza di materie prime ma anche a motivi che possono in qualche modo sfuggire e riflettono semplicemente la volontà dei cantieri di aumentare i margini di profitto cavalcando l’onda di aumenti generalizzati. La nautica in definitiva, però, resta in una posizione solida proprio perché ha incassato bene subito dopo la pandemia, ma questa crescita così veloce ha avuto un suo costo che in parte vediamo nei ritardi di questi mesi e in parte è generato dal contesto economico internazionale, ma nonostante tutto questo continua ad andare bene.

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